Eliminare il calcare dall'acqua di casa

Addio al calcare: come eliminarlo dall’acqua del rubinetto

Leggendo questo articolo scoprirai i principali rimedi per l’acqua calcarea.

È importante eliminare il calcare dall’acqua del rubinetto perché il calcare può accumularsi negli elettrodomestici, nelle tubature e negli impianti idraulici, riducendo la loro efficienza e durata. Inoltre, il calcare può rendere più difficile la formazione di schiuma nel caso di utilizzo di detergenti. 

Per approfondire, leggi i nostri articoli dedicati alla scoperta di cos’è il calcare e come si forma il calcare nell’acqua.

La rimozione del calcare aiuta a mantenere una migliore qualità dell’acqua e a preservare il corretto funzionamento degli impianti idraulici.

Esistono diversi metodi per avere acqua senza calcare, dai sistemi naturali a quelli meccanici, ma la soluzione più efficace resta l’addolcitore domestico.

Andiamo a illustrare nel dettaglio i rimedi più comuni e semplici da utilizzare.

Perché ridurre il calcare nell’acqua: i benefici per la casa e il portafogli

Come abbiamo accennato nell’introduzione, eliminare il calcare dall’acqua domestica è essenziale per mantenere in buono stato la rubinetteria, l’impianto idraulico e gli elettrodomestici come la lavatrice, la lavastoviglie, la caldaia. Il calcare può accumularsi all’interno di questi dispositivi, riducendone l’efficienza e la durata. 

Rimuovere il calcare significa prevenire potenziali guasti e prolungare la vita utile di questi preziosi strumenti presenti in tutte le case, evitando costose riparazioni o sostituzioni premature.

Inoltre, la presenza di troppo calcare nell’acqua può influire negativamente sul consumo energetico degli elettrodomestici. Uno strato di calcare sulle resistenze o nelle tubature rende più difficile il trasferimento di calore, costringendo gli apparecchi a lavorare di più per raggiungere la stessa temperatura desiderata. Ciò comporta un aumento dei consumi energetici e, di conseguenza, delle bollette.

Infine, il calcare peggiora l’azione dei detergenti, perché interagisce con gli agenti tensioattivi presenti nei detergenti e ne riduce l’efficacia, impedendo la formazione della schiuma. Questo comporta la necessità di utilizzare quantità maggiori di prodotto per ottenere gli stessi risultati di pulizia.

In sintesi, togliere il calcare dall’acqua del rubinetto rappresenta un investimento vantaggioso sia a livello economico che pratico, perché:

  • Protegge gli elettrodomestici;
  • Riduce i consumi energetici;
  • Migliora la qualità dell’acqua;
  • Semplifica le operazioni di pulizia.

Soluzioni naturali per l’acqua calcarea in casa

Esistono diverse soluzioni naturali ed economiche per togliere il calcare dall’acqua che si deposita sulle superfici e negli elettrodomestici. Ecco alcuni esempi di rimedi naturali che implicano l’utilizzo di “ingredienti” presenti nella maggior parte delle case.

Aceto

L’aceto bianco è un potente alleato nella lotta contro il calcare. Puoi utilizzarlo in diversi modi:

  • Pulizia dei rubinetti e degli elementi ricoperti di calcare

Immergi un panno o una spugna nell’aceto e strofinalo sui rubinetti o gli altri componenti colpiti dal calcare. Lascia agire per alcuni minuti e poi risciacqua abbondantemente.

  • Decalcificazione degli elettrodomestici.

Versa aceto bianco all’interno della lavatrice o della lavastoviglie vuota e fai un ciclo di lavaggio. Ciò contribuirà a rimuovere il calcare accumulato nelle tubature e negli elementi interni.

Limone (acido citrico)

Il succo di limone è un altro rimedio naturale per combattere il calcare. Ecco come puoi usarlo:

  • Pulizia delle superfici.

Spremi il succo di un limone e diluiscilo in acqua. Utilizza questa soluzione per pulire superfici come lavelli, piastrelle o box doccia. Lascia agire per qualche minuto e risciacqua con acqua pulita.

  • Rimozione del calcare dai rubinetti.

Immergi un batuffolo di cotone nel succo di limone e avvolgilo attorno ai rubinetti o agli aeratori. Lascia agire per almeno 30 minuti e poi rimuovi il cotone. Risciacqua abbondantemente.

Bicarbonato di sodio

Anche il bicarbonato di sodio viene tradizionalmente utilizzato come soluzione naturale contro il calcare. Ecco come puoi utilizzarlo:

  • Pulizia delle superfici.

Mescola bicarbonato di sodio, aceto e acqua per formare una pasta. Strofinala sulle superfici interessate dal calcare, come lavelli, vasche da bagno o piastrelle. Risciacqua abbondantemente dopo aver lasciato agire per qualche minuto.

  • Pulizia degli elettrodomestici.

Con lo stesso composto sopra descritto puoi pulire gli elettrodomestici, come lavastoviglie e lavatrice. Ciò aiuterà a rimuovere il calcare e i cattivi odori.

È importante tenere presente che questi rimedi naturali possono essere efficaci per la rimozione del calcare, ma potrebbero richiedere più tempo e sforzo rispetto ai prodotti specifici per la decalcificazione.

Sistemi meccanici per rimuovere il calcare dall’acqua di casa

Vediamo i principali dispositivi e metodi che utilizzano meccanismi fisici o di filtraggio per eliminare o ridurre la presenza di calcare nell’acqua.

Resine a scambio ionico

Questo metodo prevede l’uso di una resina a scambio ionico che rimuove il calcare dall’acqua, sostituendolo con ioni di sodio

Quando la capacità di scambio della resina è esaurita, viene rigenerata utilizzando una soluzione di cloruro di sodio.

Prodotti chimici

Esistono sostanze chimiche specifiche, comunemente disponibili sul mercato, che possono essere aggiunte direttamente all’acqua o utilizzate in combinazione con un sistema di trattamento dell’acqua per rimuovere il calcare. 

Questi additivi chimici agiscono sulla formazione del calcare, ne impediscono la deposizione e facilitano la sua rimozione.

Filtri magnetici

Questo tipo di filtri utilizza magneti per rimuovere meccanicamente le particelle di calcare dall’acqua. 

In sostanza, filtri magnetici attraggono e trattengono il calcare attraverso l’azione dei campi magnetici, impedendo così la formazione di depositi di calcare nelle tubature e negli apparecchi.

È importante ricordare tuttavia che l’unica tecnologia che si basa su fondamenti scientificamente riconosciuti è quello a scambio ionico. La norma tecnica UNI CTI 8065 all’articolo 4.1, infatti, prende in considerazione solo gli addolcitori che utilizzano appunto resine a scambio ionico.

Rendere l’acqua più dolce: la soluzione definitiva all’accumulo di calcare

In breve, un addolcitore funziona attraverso un processo chiamato scambio ionico, in cui gli ioni di calcio responsabili della formazione del calcare vengono sostituiti con ioni di sodio o potassio.

Questo sistema è considerato una soluzione più duratura, efficace e conveniente a lungo termine per eliminare il calcare dall’acqua dura, rispetto ad altri rimedi chimici o fisici. Per sapere in dettaglio come funziona un addolcitore, segui il link e leggi l’articolo dedicato.

La durabilità dell’addolcitore deriva dalla sua capacità di rigenerazione automatica. Una volta che la resina dell’addolcitore ha catturato una quantità significativa di calcio, il sistema attiva un processo di rigenerazione in cui viene utilizzata una soluzione di sale (cloruro di sodio o potassio) per liberare il calcio dalla resina e riportare l’addolcitore alla sua capacità piena. Questo significa che l’addolcitore può continuare a rimuovere il calcare per un lungo periodo di tempo senza dover essere sostituito o riparato frequentemente.

L’addolcitore è una soluzione estremamente efficace per rimuovere il calcare rispetto ad altri sistemi, perché elimina il calcio dall’acqua, quindi previene la formazione di depositi nelle tubature, negli elettrodomestici e su altre superfici. Ciò non solo prolunga la vita utile degli apparecchi idraulici, ma contribuisce anche a migliorare l’efficienza energetica.

La prevenzione della formazione del calcare, inoltre, riduce la necessità di manutenzione costosa e frequenti riparazioni degli elettrodomestici, delle caldaie e delle tubature. Di conseguenza, l’uso di acqua addolcita può portare a una maggiore durata degli elettrodomestici, riducendo la frequenza di sostituzione e i costi associati all’acquisto di nuove apparecchiature.

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