PET_Plastica

PET plastica

A tutti è capitato almeno una volta di bere dell’acqua in bottiglia e, probabilmente, quella bottiglia era in PET, plastica.

La probabilità è molto alta perché il materiale più diffuso con cui viene confezionata l’acqua oggi è proprio il PET.

Che materiale è il PET?

Il PET è una plastica specifica, infatti si tratta del polietilene tereftalato o polietilentereftalato ed è una resina termoplastica adatta al contatto con gli alimenti, della famiglia dei poliesteri. Viene indicato anche con le sigle PETE, PETP o PET-P.

Il PET è un materiale plastico derivante dal petrolio greggio e, grazie alla facilità di lavorazione, è ampiamente utilizzato per contenere acqua, bibite, detergenti e cibi.

Il brevetto per le bottiglie fatte con questo materiale risale al 1973.

PET e riciclo: capiamo come funziona

Il PET è riciclabile praticamente al 100%, ma spesso solo parte di questa plastica viene riutilizzata per produrre bottiglie.

Il PET riciclato prende il nome di rPET e viene sempre di più usato per ridurre la produzione di questa plastica che può causare danni all’ambiente.

Per arrivare alle bottiglie in PET riciclato il materiale originale deve subire una serie di lavorazioni:

  • Raccolta delle bottiglie in PET
  • Conferimento in un centro di riciclaggio
  • Rimozione di elementi realizzati in altri materiali (etichette e tappi)
  • Cernita in base al colore
  • Triturazione delle bottiglie
  • Lavaggio del materiale
  • Essiccatura e decontaminazione
  • Fusione del materiale
  • Realizzazione del granulato di rPET

Le bottiglie realizzate con PET riciclato sono sicuramente più sostenibili di quelle in comune PET, ma entrambe le tipologie devono essere conservate e utilizzate in modo corretto.

Bottiglie d’acqua in PET: consigli d’uso

Per conservare le bottiglie d’acqua in PET correttamente è importante riporle in un luogo:

  • Fresco;
  • Pulito;
  • Asciutto;
  • Lontano da luci forti e fonti di calore

L’obiettivo deve essere quello di evitare tutti i fattori che favoriscono il processo di degradazione del materiale.

Inoltre, sulle bottiglie è incisa una data di scadenza, proprio perché con il passare del tempo il materiale tende a diventare sempre più fragile e a deteriorarsi, quindi l’invecchiamento del PET aumenta la possibilità di migrazione di sostanze nel liquido (Fonte: lettera43.it).

Attenzione al riuso delle bottiglie di plastica PET

Altro aspetto da tenere in considerazione è il riuso. A volte, infatti, terminata l’acqua si tende a riempire nuovamente la stessa bottiglia. Questa è una prassi da evitare, come spesso evidenziato in etichetta, per evitare pericoli microbiologici.

Quando una bottiglia di plastica si svuota, infatti, possono aderire alle superfici interne funghi o batteri e, riempiendola nuovamente, questi elementi si disciolgono nell’acqua e finiscono nel nostro corpo (Fonte: viverepiusani.it).

Acqua e PET: un connubio non sempre perfetto

Pur essendo un materiale rivoluzionario per la sua duttilità, il PET non è il migliore amico dell’acqua o, meglio, non lo è quando subisce l’azione del calore, della luce, dell’invecchiamento.

Il materiale ideale con cui conservare l’acqua è il vetro, più costoso certamente, ma più salutare perché non rilascia sostanze e non conferisce odori particolari a ciò che contiene.  Meglio ancora se al suo interno mettiamo dell’ottima acqua km zero, magari filtrata e addizionata di CO2, a seconda del nostro gusto personale.

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