Novità Cessione del credito e visto di conformità

Aggiornamenti sulla cessione del credito e sulla conformità delle fatture

Cessione del credito

Fino a pochi giorni fa era possibile solo una cessione del credito.
Il fornitore che riconosceva uno sconto in fattura al cliente finale poi poteva cedere il credito manon erano consentite ulteriori cessioni.
Questa scelta era stata fatta dal Governo per limitare le frodi fiscali che si erano innescate dalla possibilità di cessioni multiple.
Questa modifica aveva in parte limitato l’operatività del meccanismo lanciato per sostenere l’economia in un momento storico straordinario.
Con il Decreto Legge n. 13 sulla Cessione del Credito, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 25 febbraio a decorrere dal 26.2.2022, i bonus edilizi possono essere oggetto al massimo:

    • di una eventuale prima cessione (da parte del beneficiario, o del fornitore che ha applicato lo sconto in fattura al beneficiario) a favore di qualsivoglia tipo di cessionario;
    • di una eventuale seconda cessione (da parte del primo cessionario) a favore però esclusivamente di cessionari rientranti tra i “soggetti vigilati” (banche e intermediari finanziari, società appartenenti a gruppi bancari, imprese di assicurazione);
    • di una eventuale terza cessione (da parte del secondo cessionario che sarà a quel punto necessariamente un “soggetto vigilato”) sempre a favore esclusivamente di “soggetti vigilati”.

Questo apre nuove strade e un più ampio respiro alla possibilità di usufruire di detrazioni fiscali.

Novità sul contenuto della fattura

Per tutti i lavori edili avviati dal 28 maggio 2022, scatterà l’obbligo di affidare le opere a datori di lavoro che applicano i contratti collettivi del settore edile, nazionali e territoriali, stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Questa condizione sarà necessaria per poter usufruire dei benefici fiscali previsti dagli artt. 119, 119-ter, 120 e 121 del DL 34/2020, nonché dagli art. 16 comma 2 del DL 63/2013, art. 1 comma 12 della L. 205/2017 e art. 1 comma 219 della L. 160/2019.
Tuttavia questa condizione non sarà applicata sempre ma soltanto per i lavori “di importo superiore a 70.000 euro”.
Poichè sono richiamate le disposioni degli artt.119, 119-ter, 120 e 121 del Dl 34/2020, pare corretto ritenere che essa riguardi:

      • Il superbonus 110%
      • Il superbonus antibarriere architettoniche
      • Altri bonus edilizi
      • Bonus facciate

ecc.

Il contratto collettivo applicato dall’azienda a cui il cliente finale commissiona le opere non è solo precondizione ma deve essere anche richiamato nella/e fattura/e di esecuzione dei lavori.

La disposizione è contenuta nel Decreto Legge 25/02/2022 n.13 e dovrà essere convertita in legge, passibile di modifiche, entro il 27/04/2022.

Data la complessità dell’argomento, è sempre consigliabile affidarsi ad un commercialista esperto per ricevere tutti i chiarimenti e gli aggiornamenti del caso.

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