L’acqua è un elemento chiave per la vita dell’uomo: non è possibile vivere senza. Basti pensare che siamo composti mediamente per il 60% di acqua con picchi dell’80% per i neonati (fonte: Wired).

Più di 840 milioni di persone al mondo, ovvero una persona su 9, non hanno accesso all’acqua potabile sicura ed entro il 2025 metà della popolazione mondiale vivrà in aree soggette a stress idrico (alluvioni, siccità, etc…). Questi sono i dati emersi all’ottava edizione del World Water Forum ed è facile crederci osservando, nel nostro piccolo, come il clima sia cambiato e quanti disagi si siano già recentemente registrati. Il caso eclatante è stato il razionamento dell’acqua potabile a Roma, a febbraio 2018, ma ricordiamo anche lo stato di emergenza di Palermo o la prolungata siccità di alcuni anni fa che aveva messo a dura prova il sistema ecologico del fiume Ticino e delle 7000 aziende connesse.

Preservare l’acqua e renderla accessibile al maggior numero possibile di persone è un obiettivo che si può raggiungere anche con piccole azioni quotidiane volte a limitarne lo spreco. Un esempio banale, è chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti o mentre ci si insapona sotto la doccia.

Altro fattore chiave è arginare il prima possibile l’inquinamento delle acque.  È, infatti, noto che nell’oceano Pacifico si è creata un’isola di rifiuti di plastica grande tre volte la Francia. È composta da ben 80mila tonnellate di plastica dove non è ciò che galleggia la parte spaventosa ma ciò che affonda o si degrada nota come microplastica che viene ingerita dai pesci entrando così nella nostra catena alimentare.

Riciclare correttamente la plastica deve diventare un must per tutti ma anche limitarne l’utilizzo, ove possibile, può essere una buona soluzione. Analizzando più da vicino il binomio acqua-plastica, una buona prassi deve essere quella di abbandonare l’acquisto dell’acqua in bottiglia per favorire il consumo di quella km zero. Una pratica già diffusa nelle nostre scuole e in molte Istituzioni e aziende che hanno aderito al progetto “Plastic Free” lanciato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ha dichiarato lo scorso 4 ottobre “ Insieme ce la possiamo fare a liberarci dalla plastica monouso, ognuno deve fare la propria parte”.

Se ognuno di noi contribuisse attivamente al progetto Plastic Free si potrebbe ridurre concretamente il problema e potremmo così preservare la longevità del nostro pianeta e delle sue risorse per noi stessi e per le generazioni future.

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