Almeno una volta nella vita vi sarà capitato di andare in albergo e di trovare gli asciugamani o gli accappatoi ruvidi. Probabilmente vi sarete detti che con una stella in più sulla porta non sarebbe successo ma, invece, non è così.

Quando gli asciugamani, o più in generale il bucato, non sono morbidi non è colpa dell’ammorbidente scadente (o assente) ma è colpa dell’acqua con cui è stato lavato. Anche in presenza dei migliori detergenti sul mercato, il bucato può non offrire la morbidezza attesa in presenza di un’acqua molto dura.

Il grado di durezza dell’acqua dipende dalla concentrazione di ioni di calcio e magnesio: più alta è la percentuale meno efficacia avranno i detersivi. Infatti, la durezza dell’acqua è antagonista dei tensioattivi e ogni millimetro di incrostazione dovuta alla presenza di calcare nell’acqua, non solo causa la perdita del 10% dell’efficienza energetica della lavatrice, ma fa sprecare il 60% del sapone utilizzato che viene neutralizzato dal calcare, non concorrendo alla pulizia del bucato.

Quindi se si vive in una zona con acqua dura ci si deve arrendere al calcare? No, la soluzione c’è e si chiama addolcitore. Questa tipologia di trattamento dell’acqua aiuta a ridurne la durezza, sostituendo le particelle di calcio e magnesio con ioni di sodio. Addolcendo l’acqua una famiglia media di 3 persone può risparmiare il 50% di saponi e detergenti (Fonte: Battelle Report 2011), il 5% sulle bollette di gas e luce e il 10% su elettrodomestici e relativi costi di manutenzione (Fonte: Aqua Italia).

Scegliendo un addolcitore, inoltre, si può anche usufruire delle detrazioni fiscali del 50% per il risparmio energetico e dell’Ecobonus 2018: una soluzione conveniente e amica dell’ambiente!

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