Il calcare è un astuto nemico con cui quasi tutti hanno dovuto combattere almeno una battaglia nella vita. Conquista facilmente la rubinetteria e sui vetri delle docce può arrivare a creare vere e proprie patine di bianco.

A colpi di olio di gomito abbiamo riconquistato la brillantezza di vetri e acciai ma il calcare non ha stagioni, torna sempre. Esiste, quindi, un modo per dirgli addio? Sì, ed è più semplice di quanto pensiate.

La principale causa dei depositi di calcare è la presenza di acqua dura negli impianti. L’ acqua è dura quando contiene un eccesso di minerali come il calcio, il magnesio e il ferro. Andando, quindi, a ridurre la durezza dell’acqua si elimina l’annoso problema del calcare.

Per farlo basta installare un trattamento domestico dell’acqua, come un addolcitore che, prevenendo la formazione di incrostazioni di calcare, migliora l’economia domestica in quanto garantisce la longevità non solo della rubinetteria, ma di tutti gli elettrodomestici che utilizzano l’acqua, migliorandone l’efficienza e riducendo il dispendio energetico.

La durezza dell’acqua, inoltre, è antagonista dei tensioattivi e quindi, addolcendola, sarà possibile consumare da un lato meno detergenti e dall’altro meno energia elettrica, grazie alla maggiore efficienza degli elettrodomestici. Basti pensare che un millimetro di incrostazioni dovute al calcare causa una perdita del 18% dell’efficienza energetica e il 60% del sapone utilizzato non concorre alla rimozione dello sporco ma viene “neutralizzato” dal calcare (Fonte: acquadicasa.it - Aqua Italia).

Grazie al trattamento domestico dell’acqua, quindi, si può dire finalmente “addio al calcare” ottenendo una maggiore efficienza energetica domestica, un risparmio economico e, non ultimo, un maggior rispetto per la natura grazie alla riduzione degli sprechi di energia e di detersivi.

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