Sabbia, sole, mare. Chi di noi non aspetta una vacanza rilassante, al caldo, tra drink rinfrescanti a bordo piscina e sabbia fine e morbida sotto ai piedi? Una vacanza rinfrancante dopo mesi di duro lavoro.

Suona bene, vero? Sfortunatamente però le vacanze hanno qualche lato oscuro - ad esempio l’uso smodato di acqua.

Gli hotel consumano tonnellate di acqua

Oltre 1 miliardo di turisti in tutto il mondo. Ci si chiede quindi quanto drammaticamente il consumo d’acqua cresca quando sono in vacanza, specialmente nei paesi caldi.

Si stima che durante le vacanze gli europei sprechino 400 litri di acqua ogni giorno, a casa circa 150l. Come mai questa differenza? Tanti bagni, docce durante il giorno. Gli asciugamani finiscono nel cesto della lavanderia dopo un solo utilizzo. Piscine piene fino all’orlo. Nebulizzatori che offrono ai vacanzieri un sollievo dal caldo. Piramidi di piatti da lavare nei ristoranti. Irrigazione dei campi da golf ... E non dimentichiamo l’acqua, grazie alla quale le strutture alberghiere sono state costruite, così come le strade che portano ad esse e la cui costruzione ne ha richiesto enormi quantitativi... Il consumo di acqua individuale di un turista sembra essere quasi nullo, una goccia nell’oceano, ma globalmente il turismo consuma enormi quantità di risorse idriche.

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Ciò che è più preoccupante, è che questi estremi consumi di acqua sembrano praticati per lo più nelle zone in cui l’acqua è davvero un Tesoro per le comunità locali, per esempio Zanzibar o Bali. Le destinazioni esotiche attirano sempre più turisti. E più saranno i turisti, maggiore sarà il consumo d’acqua. Gli hotel di queste zone, che vivono di turismo, cercano di superarsi a vicenda e soddisfano le esigenze più capricciose dei visitatori senza alcuna resistenza. Questo significa sempre più acqua. Di più, sempre di più…

E gli abitanti locali?

Accanto ai visitatori, circondati da lussi di ogni tipo, c’è una popolazione locale, che aspetta con impazienza la pioggia successiva per disporre di nuovo di acqua. Le risorse idriche per i nativi stanno diminuendo a un livello allarmante, principalmente per due motivi. Prima di tutto per colpa dei consumi esagerati degli hotel. Guardiamo i numeri. È difficile da credere che l'abitante medio di un villaggio di Zanzibar usi 16 volte meno acqua al giorno rispetto alla stanza di un vicino hotel di lusso!

Secondo motivo, gli hotel versano inquinanti e residui chimici nel terreno e nelle acque, specialmente nei porti turistici. I residui di detergenti e olii spesso finiscono nell’acqua da bere disponibile per la popolazione locale. A Zanzibar, notoriamente, ci sono scontri tra la popolazione locale e l’hotel che possiede il proprio pozzo.. Adesso, un esercito di guardie del corpo difende l’hotel dai nativi che sono addirittura costretti a rubare l’acqua. 

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In vacanza, facciamo tutti un piccolo sforzo

In una situazione in cui 2.5 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a una sanità adeguata e circa 2000 bambini al giorno muoiono di diarrea causata dall’acqua e dall’incapacità di mantenere un livello di igiene accettabile, ogni goccia è un premio, un regalo. I turisti privilegiati vs. una sofferente, malata e assetata popolazione locale. Cerchiamo di essere un esempio nella comunità itinerante e affrontiamo il problema scottante della mancanza di acqua pulita e di acqua in generale, questo lo possiamo fare. Le nostre scelte, come ridurre il numero di docce quando siamo in hotel, o chiudere il rubinetto quando ci laviamo i denti, sono piccoli ma importanti gesti. Stabiliamo una nuova regola estiva, oltre a sabbia, sole e mare, imponiamoci anche la “S”: di SAVE WATER. Facciamo in modo che la nostra vacanza sia contrassegnata da una gestione economica e prudente delle risorse idriche.

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